´┐╝Storie e storie

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Gigino era un topolino davvero speciale, non solo per il suo nome, davvero inusuale per un
roditore, ma per il lavoro che svolgeva. Gigino era un topino dei denti, e chi dice che sono
solo favole dovrebbe ascoltare quello che ora vi narrerò:
Era solo un mattino di un giorno di un mese di un anno qualunque, ma grandi cose
attendevano il nostro eroe in miniatura. Gigino si svegliò, si lavò il viso, le orecchie e i denti
naturalmente, si vestì di tutto punto, prese la giacca ed uscì. Come faceva da anni si recò a
lavoro e raggiunse il castello di sua maestà: la fatina dei denti. Ricevette l’ordine del
giorno, che indicava come destinazione Roma, per ritirare il dentino di un bambino di
nome Luca.
Prese il treno quella sera, tutto eccitato; non aveva mai visto Roma, il paesaggio era
incantevole e sperava di assolvere il suo compito in breve tempo per poter godere delle
bellezze del posto.
Arrivò all’indirizzo di Luca, un vecchio edificio mezzo diroccato, risalì la grondaia fino alla
stanza di Luca e saltò sul cornicione, usando i suoi poteri di topino speciale: mosse i
baffetti fece tre saltelli ed una preghiera al buon Gesù, attraversò il vetro ed entrò.
Luca riposava beato nel suo lettino, Gigino si avvicinò al guanciale e, come aveva fatto altre
mille volte, frugò sotto il cuscino; ma con immensa sorpresa non vi trovò nulla, un errore?
Non capitava da più di duecento anni. Sconsolato, seduto con la testa tra le mani, Gigino
non si rese conto che Luca si era svegliato e lo guardava. Catastrofe! Il primo punto del
regolamento vietava categoricamente che gli umani vedessero un topino dei denti, era
davvero un guaio. L’unico modo per riparare era cancellare il fattaccio dalla memoria di
Luca con un incantesimo, ma per avere effetto Gigino doveva prima esaudire un desiderio
del bambino che lo aveva visto.
Ripresosi dallo shock Gigino si ricompose, si schiarì la voce e si presentò al piccolo Luca
che ancora incredulo si sfregava gli occhi dalla sorpresa.
Luca raccontò all’amico topino la sua vita fatta di cose semplici, di scuola e di amici, della
sua famiglia composta solo da lui e dalla sua mamma e gli raccontò della scomparsa
prematura del suo papà; ed era proprio il poter rivedere il suo papà il desiderio che
espresse Luca.
Gigino fu felicissimo di accontentarlo e con una mossa di baffetti tre saltelli e una
preghiera al buon Gesù fu esaudito. Nella stanza ci fu un gran bagliore e in quella luce
apparve un angelo che altri non era che il papà di Luca; l’angelo abbracciò il suo bambino;
gli disse che era molto orgoglioso di lui, che dal cielo lo guardava e lo proteggeva e che lo
avrebbe avuto sempre accanto.
A quel punto Luca era davvero felice e dopo aver assicurato al suo papà che non sarebbe
più stato triste per la sua assenza, lo salutò con un abbraccio forte, Gigino salutò l’angelo
con un cenno della zampina asciugandosi gli occhi con l’altra.
Ora Luca era davvero sereno il suo papà non lo aveva dimenticato ed era fiero di lui,
ringraziò Gigino con tutto il cuore e gli consegnò il dentino che aveva lasciato
inavvertitamente nella tasca dei pantaloni, non credendo che un topino dei denti sarebbe
andato a cercarlo sotto al suo cuscino. Gigino mosse i baffetti fece tre saltelli ed una
preghiera al buon Gesù e scomparve portandosi con sé il ricordo di quella notte, ma volle
lasciare un regalo al piccolo Luca: il suo desiderio si sarebbe realizzato ogni notte sotto
forma di sogno.
Luca crebbe giusto e forte perché era certo di avere un angelo che guidava i suoi passi.
Gigino ripensò molte volte a quella notte e finì per convincersi che non era stata una
coincidenza ma che forse c’era lo zampino, o per meglio dire la bacchetta, della fatina dei
denti che aveva capito che più che un soldino a Luca occorreva un abbraccio al quale
aggrapparsi per non sentire la tristezza.
Alla fine di questa favola si crede di più all'esistenza di fatine e topini dei denti, ma la realtà
è che ognuno di noi perde durante il viaggio della vita qualcuno di importante ed è un
momento difficile; ma se pensiamo che i nostri cari ci guardano e proteggono da lassù è
tutto più facile. La morale della favola è questa ed è tutto sommato molto semplice.

di Tilly